Gurdulù, capitolo III

L’uomo cerca la sua vera identità, cerca di trovare il suo posto nel mondo. Da sempre si chiede: chi sono io? In un periodo difficile come questo che stiamo vivendo, l’armata di Carlo Magno intenta a combattere contro i Saraceni, contadini, pastori, borghigiani che tentano di compiacerlo, dimostrandogli rispetto e inchinandosi a lui, io mi sento perso, alla continua ricerca di me stesso e di chi sono veramente. 
Chi ha deciso che devo essere un uomo? Perché non posso essere un’anatra, una rana o una qualsiasi altra cosa? Quando sono in contatto con questi animali, riesco a vivere serenamente, mi comporto come loro. Starnazzando, gracidando, senza dover inchinarmi all’imperatore come fanno tutti gli altri. Mai e poi mai mi sarei aspettato che Carlo Magno in persona potesse rivolgersi a me. 
Quando era arrivato insieme all’ esercito, i suoi paladini mi avevano rimproverato, perché dimostravo poco rispetto nei suoi confronti. E ora, invece, vuole che faccia parte del suo esercito, come scudiero di un certo Agilulfo… Non so che cosa fare, non sono pronto a rispettare regole militari e tantomeno a combattere o fare qualunque altra cosa nell’esercito di Carlo Magno. 
Sto cercando me stesso, la mia identità. Vorrei essere un’anatra oppure una rana, senza essere uno scudiero con obblighi da seguire. La gente crede che io sia pazzo perché inseguo la mia natura non umana; sento gli altri parlare alle mie spalle, mi descrivono come un uomo che non sa dove si trova o che non riconosce la sua natura umana. Quando Carlo Magno stesso ha chiesto chi io fossi, loro hanno detto: “ Questo suddito qui che c’è ma non sa d’esserci”. Non so che cosa fare, la mia vita è caratterizzata dall’indecisione e dall’incertezza, non so chi sono e non so cosa voglio diventare.
Cari lettori, cercate sempre la vostra identità, ma soprattutto aiutatemi a trovare la mia!!! 
Gurdulù




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