rambaldo nel capitolo 2: smell like teen spirit


Perché se ne va? Perché sembra così schivo? Eppure lui è il famoso Agilulfo, un cavaliere forte, potente e rispettato. Secondo lui una risposta secca basta a placare tutti i pensieri e preoccupazioni che mi passano per la mente? Alzo gli occhi al cielo ma non riesco a capire che ore siano... Capire... eh magari gli adulti mi capissero. Perché sembrano così distratti? E poi dicono di noi giovani che siamo "nel nostro mondo". Anche loro con le loro risposte lì sospese non scherzano, sembra quasi che non ti stiano ascoltando - ma dato che devono dare prova di essere superiori a noi - se ne escono con una risposta ad effetto per poi svincolare. 
Parlando con due uomini del mio intento di vendicare il mio amato papà, ritorna la figura di Agilulfo. Vengo  a conoscenza del fatto che il grande cavaliere Agilulfo in realtà non esiste. "Ma come non c'è? L'ho visto io! C'era!" gli dico. Mi spiegano che dentro l'armatura non c'è nulla e che quindi è come se avessi parlato a una sola ferraglia. Mio padre diceva sempre "l'apparenza inganna"... Ebbene, aveva ragione ora come non mai. Mi viene in mente quando studiammo insieme la filosofia di Parmenide che affermava "l'essere è e non può non essere" e penso che forse il filosofo aveva torto. Agilulfo ne era la prova vivente. Insomma, è proprio come se fosse una persona reale ma... togliendo tutte le qualità che definiscono un persona. Non so se mi sono spiegato...
 Sono all'accampamento da poco e tutto mi pare diverso da come mi ero immaginato, le mie aspettative erano diverse e tutto ciò mi causa sgomento. 
Ma basta con le digressioni, devo scoprire come rendere onore al nome e all'anima di mio padre, il marchese di Rossiglione. Così mi reco al padiglione della Sovrintendenza alle Vendette. Qui due uomini mi propongono degli scambi per la mia vendetta personale, per esempio quattro capitani al posto dell'argilaf Isoarre. Naturalmente non cedo e capisco che non c'è verso per giungere a un buon accordo. 
E se in realtà fossi io l'incapace? Se non fossi in grado di trovare la forza e uccidere Isoarre? Cosa penserebbe mio padre di me e come lui tutto l'intero esercito? Non voglio essere deriso, non voglio che la gente pensi male di me e che sia uno senza coraggio. Essendo giovane e inesperto so che devo fare qualcosa per farmi notare, lasciare un segno di me, Rambaldo di Rossiglione, nell'immenso esercito di Carlo Magno. Spero che questa mia ansia non interferisca con la mia mente una volta che sarò sul campo di battaglia perché ho il terrore che possa offuscarmi le idee, addirittura farmele cambiare, chi lo sa... Non voglio essere impreparato, penso quindi che ora mi eserciterò con la scherma

 https://www.youtube.com/watch?v=hTWKbfoikeg

Commenti