Salve
a tutti! Io sono Rambaldo di Rossiglione e questa è una delle prime
volte che scrivo su questo blog. Data la mia ormai veneranda età,
non sono un grande esperto di Internet, però ho scoperto questo sito
dove si ricordano le avventure di Agilulfo, il cavaliere inesistente
e, dato che l'ho conosciuto, volevo contribuirvi.
In
questo post ho deciso di raccontarvi la mia prima battaglia:
all'epoca ero molto giovane, ma la ricordo come fosse ieri.
Ricordo
soprattutto il disorientamento, l'attesa del segnale d'inizio, le
cose che avevo addosso. Queste ultime, in effetti, le rammento fin
troppo bene: avevo la cotta di ferro, la corazza, l'elmo, lo scudo e,
in più, ero a cavallo. In realtà, conciato così non mi sentivo un
vero cavaliere (anche se ero vestito di tutto punto), ma solo
un'accozzaglia di cose di ferro e metallo. In più, nonostante fossi
partito con l'intenzione di dover assolutamente riscattare la morte
di mio padre uccidendo l'argalif Isoarre, ora che stavo per vederlo
non ne avevo più molta voglia.
Comunque,
volente o nolente, la battaglia cominciò a colpi di tosse (in modo
che tutti sapessero del suo imminente inizio), e i due eserciti si
scontrarono, cercando di disarcionare i nemici. La guerra non era per
niente come me la ero immaginata: infatti, era un miscuglio di
cavalieri in splendide armature di metallo armati di lance, che
cercavano di avanzare, stando attenti a non far del male ai compagni
con quelle armi pesantissime e scomode.
Dopo
che i primi erano stati buttati giù dai cavalli, arrivarono i
paladini di entrambe le fazioni che iniziarono a duellare fra loro e,
dove non riuscivano, usavano gli insulti. Per questo erano sempre
molto utili gli interpreti: immaginatevi questi signori, armati alla
bel l'è meglio, che corrono con i loro cavalli da un cavaliere ad un
altro per tradurre in fretta e furia ciò che ha appena detto il
nemico. Per non parlare poi dei cavalieri che si mettevano a cercare
le cose perdute dagli altri durante la battaglia, che spesso
barattavano in seguito; loro sì che facevano ridere.
Ricordo che un cavaliere del mio stesso reggimento ritrovò un
ciondolo con la foto della sua famiglia qualche mese dopo averlo
perso, proprio grazie a questi scambi.
Ma non voglio divagare troppo;
torniamo alla battaglia. I due eserciti cercavano di scontrarsi,
anche se spesso si sfioravano solo, e io chiesi ad un saraceno di
indicarmi dove fosse il famigerato argalif. Lo raggiunsi, ma presto
scoprii che si trattava di un altro argalif (ma quanti ce n'erano?);
poi arrivai al luogo esatto, ma incontrai solo il suo porta-occhiali.
Preso da un sentimento di rabbia misto a frustrazione, gli ruppi gli
occhiali prima che l'argalif potesse averli, cosicché andasse
letteralmente addosso a una lancia dei nostri e morisse. Ero felice?
Avevo vendicato bene mio padre? Qual era il mio scopo adesso? Non lo
sapevo, ma non mi importava, perché finalmente, non avevo più il
pensiero fisso, quasi ossessivo, di uccidere Isoarre.
Ero
talmente entusiasta della battaglia e pieno di voglia di fare che,
fino a quel momento, non mi resi conto dell'altra faccia della
medaglia di tutte le guerre: i morti. Il campo, prima ricoperto
d'erba e terra, in quel momento era solo un ammasso di corpi inerti,
alcuni con ferite gravi e malmesse. Tutto questo mi fece piangere e
riflettere su come, in realtà, siamo tutti esseri umani con i loro
difetti e i punti di forza. Tutti tranne uno: Agilulfo. Lui era come
noi, ma allo stesso tempo no; ma sicuramente era qualcosa di
inarrivabile e incredibile.
Termino
qui il mio post, non voglio annoiarvi tutti con una storia vecchia
decenni; ma solo un consiglio: vi invito ad approfondire la
conoscenza del cavaliere inesistente. Infatti, quando si è giovani,
non si sa quale sia la propria strada come è successo a lui, e io
stesso mi sono immedesimato in lui tante volte (per questo vi ho
raccontato della battaglia); quindi siamo tutti un po' Agilulfo.
So
che ora, detto da me che ormai sono anziano, può sembrare
artificioso, ma non è così: cercate sempre di essere voi stessi, di
non lasciarvi condizionare dagli altri e di lottare per ciò in cui
credete (come ho fatto io con l'argalif).
Se
avete domande o dubbi, scrivete un commento.
A
presto, Rambaldo di Rossiglione.😄 #guerra #adolescenza #confusione.
P.S.:
tutto questo mi ha fatto pensare ad alcune frasi sull'adolescenza.
“Che stagione, l’adolescenza. Senti di poter esser tutto e ancora non sei nulla e proprio questa è la ragione della tua onnipotenza mentale. Non hai confini, l’immaginazione può spaziare ovunque."(Eugenio Scalfari)
“Ricorderai l’adolescenza come il periodo dalle emozioni più intense e dalle esperienze più vere. Un adolescente si butta con ogni cellula del suo corpo in quel che fa, se non altro perché è la prima volta.”(Stephen Littleword)


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