RAMBALDO nel VI capitolo

Era da quando mi aveva salvato nel campo di battaglia che pensavo a lei, Bradamante. Dopo aver scoperto che era l'unica paladina donna me ne innamorai ancora prima di averla vista in faccia.
Erravo per tutto l'accampamento alla sua ricerca perché ormai non pensavo che a lei....
Ad un certo punto la vidi: era fiera mentre tirava con l'arco davanti alla sua tenda nella tenuta di battaglia, allora per stupirla la sfidai anche sapendo di non avere alcuna possibilità di vincere.
La mia tecnica non la soddisfaceva per niente e di questo me ne vergognavo immensamente e mi sentivo umiliato ad essere inferiore ad una donna.
Lei non era interessata a me perché ero come tutti gli altri.... Lei cercava l'impossibile.
Quando arrivò Agilulfo, l'unico che potevo ritenere al pari di un amico e di cui pensavo di potermi fidare, e mostrò la sua tecnica impeccabile lei ne rimase colpita e non mi considerò più, innamorandosi immediatamente del cavaliere inesistente.
Non ascoltava più neanche gli insulti che le rivolgevano i suoi compagni poiché ormai pensava solo a ciò che non esisteva.
Ero caduto in un grande sconforto quindi quando incontrai Torrismondo, anche lui un giovane cavaliere come me, gli confidai tutti i miei problemi poiché non conoscevo ancora nessun altro a parte il cavaliere inesistente ma in quel momento non mi fidavo più neanche di lui.
Allora gli chiesi su chi potessi contare veramente e lui mi rispose che solo la compagnia del Santo Graal nelle foreste della Scozia era veramente affidabile.
Mi sentivo oppresso da tutta quella situazione ma dovevo mostrarmi superiore a tutto ciò e non potevo farmi sopraffare da emozioni frivole quale l'amore, nonostante tutto non vedevo l’ora di compiere prodezze davanti a quei meravigliosi occhi smeraldo stupendola ancor più di quanto Agilulfo aveva già fatto.




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